La promessa PDF Stampa E-mail
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Il 1994 è l'anno-chiave nella storia recente del Sudafrica: cade il regime segregazionista bianco e Nelson Mandela viene eletto Presidente della Repubblica. La promessa racconta le vicende di una famiglia bianca e benestante prima e dopo quella data, un prima e un dopo che si assomigliano molto più di quanto si potrebbe supporre. Come ha affermato in una recente intervista l'autore: La questione della terra è centrale nella vita del Sudafrica, lo è stato da sempre: prendere la terra, appropriarsi della terra, riconquistare la terra. Tante cose sono magari cambiare, ma la questione della terra resiste... Ed è proprio attorno ad essa che si dipanano le vicende della famiglia Swart, le sue lacerazioni interne e il suo aggrapparsi a un passato che non dà segni di cedimento. Formidabile la scrittura di Galgut, che con un gioco molto sofisticato (ma per nulla faticoso per il lettore) muove la voce narrante dentro e fuori lo sviluppo degli eventi, coinvolgendolo in una narrazione dai ritmi perfetti.

LA PROMESSA - Damon Galgut

 
Docherty PDF Stampa E-mail
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Scozia, primi del Novecento, una piccola cittadina mineraria: qui prende corpo l'epopea di Tam Docherty, uomo tutto d'un pezzo, minatore, padre di quattro figli, socialista inconsapevole, un combattente. La miniera è per lui sconfitta e riscatto, luogo di sfruttamento e di costruzione dell'identità. Sarà questo sentimento, ambivalente e contraddittorio, a riverberarsi sui figli e sulla moglie Jenny, altra figura centrale della storia. McIlvanney racconta con grande lucidità e precisione le vicende di una famiglia all'interno di una comunità, mettendo i suoi personaggi - così pazientemente indagati nelle spinte profonde che li muovono - al servizio di un grande affresco del conflitto di classe agli inizi del XX secolo. Parlandoci di ciò che accadde cento anni fa ci parla di quello che accade ancora oggi, in forme nuove e identica sostanza.

DOCHERTY - William McIlvanney

 
Il segno rosso del coraggio PDF Stampa E-mail
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Ristampa di un classico (1895) nella nuova traduzione di Michele Mari. Il romanzo ruota attorno ai temi del coraggio e dell'onore, della vergogna e del rimorso (i medesimi che Conrad affronterà in Lord Jim pochi anni dopo), nell'ambito di un episodio della Guerra di secessione americana (1861-1865). Un giovanissimo soldato fugge durante uno scontro in cui tutto sembra perduto, per poi scoprire che i suoi compagni hanno resistito all'offensiva del nemico: si tratta a questo punto di ricongiungersi al battaglione senza essere tacciato di vigliaccheria. Tutto il romanzo è un continuo oscillare tra certezze, paure e ripensamenti del protagonista, ma sullo sfondo, lucidissima, c'è la rappresentazione del meccanismo della guerra, in cui i soldati non sono altro che comparse anonime e sacrificabili, per fini a loro ignoti.

IL SEGNO ROSSO DEL CORAGGIO - Stephen Crane

 
Origini PDF Stampa E-mail
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Ogni cosa è pura casualità: nasci in un posto, ti trovi costretto ad andartene, e in un altro posto ancora lasci un rene alla scienza. Fortunato chi riesce a influenzare il caso. Chi lascia la propria casa non perchè deve, ma perchè vuole. Fortunato chi realizza desideri geografici. "Casa" e "caso" sono le due parole chiave di questo romanzo-memoir che affronta il tema delle origini. Stanisic nasce a Visegrad, in Bosnia, e dodicenne fugge con la famiglia dalla guerra, trovando rifugio in Germania. Il suo racconto, che oscilla tra passato e presente, fin dalle prime pagine assume una forma volutamente ambigua, in cui l'elemento realistico scivola impercettibilmente nel ricordo incerto, nella mitologia famigliare, e la figura che rende possibile questo gioco narrativo è la nonna, affetta da demenza senile. E' lei il vero cardine del romanzo, è lei a impersonare la natura elusiva di ogni narrazione e a ricordarci quanto peso abbia il caso nello svolgersi delle nostre vite.

ORIGINI - Sasa Stanisic

 
Se la morte ti ha tolto qualcosa, tu restituiscilo PDF Stampa E-mail
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Naja Marie Aidt, poetessa danese, nel marzo 2015 perde il figlio venticinquenne Carl. Nel 2017 esce Se la morte ti ha tolto qualcosa, tu restituiscilo. Il libro non è la ricostruzione letteraria di un fatto tragico, nè il memoir di una madre che tenta di affrontare il proprio dolore rielaborandolo attraverso la scrittura. Questo libro è dolore che si fa parola. Ci troviamo dunque di fronte a una lettura quasi insostenibile, poichè - agli occhi dell'autrice - ogni prospettiva di guarigione, di superamento del dolore, appare intollerabile e oscena. Eppure sarà la parola, la parola scritta, a creare una via d'accesso a una nuova condizione, che non supera la morte, ma la contiene: Se la morte ti ha tolto qualcosa, / tu restituiscilo / restituisci / ciò che hai avuto da colui che è morto / quando era vivo / quando era il tuo cuore / restituiscilo a una rosa, / un continente, un giorno d'inverno / a un ragazzo che ti guarda / dal buio del cappuccio.

SE LA MORTE TI HA TOLTO QUALCOSA, TU RESTITUISCILO - Naja Marie Aidt

 
L'eroe virile. Saggio su J. Conrad PDF Stampa E-mail
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L'autore ci accompagna nella rilettura - o, eventualmente, in una prima lettura - dei tre capolavori conradiani: La linea d'ombra; Cuore di tenebra; Tifone. Il filo conduttore è rivelato dal titolo del saggio: L'eroe virile, ossia colui che va incontro al proprio destino senza sottrarsi alle prove che questo gli riserva. Ma... per Conrad, la virilità, sul confine incombente e minaccioso della sua scomparsa, consiste nel tener fede eroicamente al rigore di una missione senza scopo nè contenuto, ad un amore, di cose e di persone, che non riesce a farsi concreto, a vivere fino in fondo di vita propria, e resta totalmente astratto. Ed è questo senso di vuoto a giustificare il sottotitolo scelto dall'autore: Trilogia della sconfitta. L'incedere di Asor Rosa nell'analisi dei testi è esitante, dubitoso, e il suo argomentare è costellato di domande: non potrebbe esserci guida migliore per addentrarsi tra le pagine di questi tre splendidi e misteriosi romanzi.

L'EROE VIRILE - Alberto Asor Rosa

 
L'ascensore di Prijedor PDF Stampa E-mail
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Pur trattandosi di un'opera in prosa, si capisce immediatamente che L'ascensore di Prijedor è stato scritto da chi ha dimestichezza con la poesia, con la sua precisione ed elusività. In poco più di cento pagine Cvijetic (poeta, drammaturgo e scrittore bosniaco) condensa il prima, il durante e il dopo della guerra che ha portato alla dissoluzione della Jugoslavia. Lo fa raccontando le storie delle 104 famiglie che abitano nel caseggiato popolare della cittadina di Prijedor, luogo-simbolo e microcosmo, in cui convivono fedi ed etnie, frutto del rimescolamento di secoli. Il 1991, l'anno dello scoppio della guerra, segna uno spartiacque, ma, sembra ammonirci Cvijetic, non eravamo ciechi, abbiamo scelto di non vedere: Il treno andava dritto verso il baratro mentre i passeggeri continuavano a bere tranquillamente il tè nel vagone ristorante, rifiutandosi di guardare fuori dal finestrino. Fino alla fine.

L'ASCENSORE DI PRIJEDOR - Darko Cvijetic

 
La solitudine del sovversivo PDF Stampa E-mail
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Marco Bechis, studente di 21 anni, viene arrestato a Buenos Aires da agenti in borghese il 19 aprile 1977. Inizia così la sua vicenda di sequestrato che, a differenza della maggioranza degli oppositori del regime militare, riuscirà a uscire vivo dalla prigione segreta dove è stato rinchiuso e torturato. Da qui in avanti al sollievo per la morte scampata si affiancherà la vergogna e il senso di colpa di cui Primo Levi ha lucidamente scritto ne I sommersi e i salvati. Per anni questo meccanismo, così umano e così perverso, gli farà dire di essere stato un 'turista' delle carceri segrete argentine. Fino al processo del 2010 contro i militari, dove deporrà, che gli permetterà di fare i conti con il proprio passato e di ricollocarsi in un presente possibile, anche se per nulla pacificato: finalmente intravedo la vita da sopravvissuto che in tutti questi anni ho soltanto subìto.

LA SOLITUDINE DEL SOVVERSIVO - Marco Bechis

 
La morte di Vivek PDF Stampa E-mail
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Essere omosessuali ad Aba, in Nigeria, a metà degli anni '90, con un paese stretto tra dittatura militare e bande di criminali armati, non è semplice. Lo sa Vivek, che troviamo morto nelle prime pagine del libro, abbandonato sulla soglia di casa senza vestiti addosso. Vivek che continua però a parlarci, perchè sarà la sua voce, insieme a quella del cugino Osita, a ricostruire una storia che prenderà corpo capitolo dopo capitolo, verso un finale che crediamo già di conoscere e che riserva invece più di una sorpresa: su tutte, quella del rapporto tra la madre e la memoria del figlio, vero punto di svolta di questo splendido romanzo.

LA MORTE DI VIVEK - Akwaeke Emezi

 
La città di pietra PDF Stampa E-mail
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E' tra il 1939 e il 1943, gli anni dell'occupazione italiana dell'Albania, che si dipana la vicenda raccontata dal bambino-narratore protagonista del romanzo, davanti ai cui occhi scorrono le immagini di un mondo in cui realtà e mistero, animismo e visione, si fondono come solo nel mondo interno dei bambini può accadere. Attorno a lui ruota un'umanità minuta fatta di spie, delatori, resistenti, veggenti, ultracentenari... che troviamo, a tutt'altre latitudini, in tanti romanzi di Nagib Mahfuz, un autore che ricorda Ismail Kadare per la capacità di raccontare gli uomini legandoli inscindibilmente ai luoghi in cui vivono: là il Cairo, qui Argirocastro, la città di pietra. E, a ben guardare, è proprio la città la vera protagonista del romanzo: Sì, era una città assai strana (...). Molte cose in essa erano bizzarre e molte altre sembravano appartenere al regno dei sogni.

LA CITTA' DI PIETRA - Ismail Kadare

 
Storia di Shuggie Bain PDF Stampa E-mail
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Glasgow anni '80, ci muoviamo tra le macerie lasciate dal thatcherismo: disoccupazione, sussidi, disgregazione delle comunità operaie. E nei quartieri sottoproletari chi la fa da padrone è l'alcol. Con il viso sempre truccato e i capelli in ordine, la madre si risollevava dalla propria tomba e teneva la testa alta. Dopo essersi gonfiata d'alcol e aver fatto le cose più disdicevoli, si alzava il mattino dopo, indossava il cappotto migliore e affrontava il mondo. La madre in questione è la madre di Shuggie, bambino che dovrà diventare adulto molto in fretta, per poter badare a lei e a se stesso. Ci sarebbero anche un fratello, una sorella, svariati uomini... ma tutti, in modi diversi e per diverse ragioni, usciranno dalla sua vita lasciando Shuggie 'con il cerino in mano'. Quella che va in scena tra madre e figlio è una danza straordinaria, in cui l'amore prende la forma dell'accudimento, della vergogna, della ricerca di un'impossibile normalità.

STORIA DI SHUGGIE BAIN - Douglas Stuart

 
Tifone PDF Stampa E-mail
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TIFONE non è soltanto il più bel libro mai scritto su un'avventura di mare, è anche un'opera che mette a fuoco un particolare e non comune aspetto del carattere di alcuni uomini: la capacità di fare "quel che va fatto", non per senso del dovere o spirito di abnegazione, ma perchè una sorta di bussola interna li orienta in modo naturale verso "il giusto e il bene". Nel capitano MacWhirr, protagonista del romanzo, troviamo tutte le caratteristiche dell'antieroe moderno con in più - e qui sta il colpo d'ala di Conrad - una specie di sorda ottusità che gli permette di non deviare dall'obiettivo e di perseguirlo con ostinazione animale. Che cosa significa leggere (o rileggere) oggi TIFONE, al di là dell'immenso piacere che pagine così avvincenti procurano? Significa riflettere sulla condizione umana, sul carattere contraddittorio e dialettico dell'esperienza, e sulla necessità di scegliere, decidere, in ogni momento della nostra vita. Ma significa anche riflettere, in un orizzonte più vasto, sulla natura politica delle decisioni che vengono prese in condizioni critiche e sulla stoffa degli uomini che, per scelta o per mandato, dovrebbero assumersene la responsabilità. In questo senso TIFONE è un libro che parla di noi, a noi, oggi.

TIFONE - Joseph Conrad

 
Mascarò PDF Stampa E-mail
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MASCARO' è un inno al viaggio e racconta una storia di sovversione. I suoi protagonisti, guidati dal Principe Patagon "mago e indovino certificato", attraversano la pampa argentina con uno sgangherato circo ambulante, fermandosi in miserabili villaggi dimenticati da Dio dove portano il seme dello stupore, generatore di domande, di pensiero. Braccati dalle forze di polizia, cambiano continuamente identità su quel palcoscenico che incarna i sentimenti di libertà e ricerca che è il viaggio. Un anno dopo la pubblicazione di questo romanzo, il 5 maggio 1976, Haroldo Conti verrà sequestrato e ucciso dalle forze golpiste del generale Videla.

MASCARO' - Haroldo Conti

 
Grazie per il fuoco PDF Stampa E-mail
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Io non penso di tornare in Uruguay (...). Sa qual è la cosa migliore per curare la nostalgia? Il comfort. Primi anni '60: l'Uruguay è una semi-colonia degli Stati Uniti, corrotta e conservatrice. Edmundo Budino, affarista e intrallazzatore, ne è l'emblema. Il figlio Ramon medita di ucciderlo, ma tanto il padre incarna la determinazione del potere, tanto il figlio è il simbolo dell'irresolutezza. Parabola sul confronto tra vecchio e nuovo, tra menzogna e verità, dove ogni confine è incerto e dove le relazioni tra i personaggi del romanzo ci parlano della dialettica tra repressione e ribellione. Mario Benedetti, tra i più grandi poeti latinoamericani del Novecento, è morto a Montevideo nel 2009.

GRAZIE PER IL FUOCO - Mario Benedetti

 
Pollock e Rothko. Il gesto e il respiro PDF Stampa E-mail
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Jackson Pollock e Mark Rothko, pur avendo calcato e rivoluzionato la medesima scena dell'arte contemporanea, hanno lasciato segni di natura opposta. Il primo ha seguito la strada del gesto e dell' 'esserci' attraverso la materia, il secondo quella della sottrazione, della luce, del silenzio. Ciò che rende interessante la lettura di questo breve saggio è l'assenza di clichè legati alle fin troppo evidenti diversità tra i due artisti. Gregorio Botta - artista visuale a sua volta - riesce a districarsi tra le biografie parallele di Pollock e Rothko ponendosi e ponendoci domande che aiutano a ricollocare le opere (e le visioni che le sottendono) di questi due giganti del Novecento fuori dalle consuete formule da manuale di storia dell'arte.

POLLOCK E ROTHKO. IL GESTO E IL RESPIRO - Gregorio Botta

 
Il weekend PDF Stampa E-mail
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Tre donne, settanta anni e più, amiche da una vita, si ritrovano perchè Sylvie è morta. Lei era la quarta, forse l'anima del gruppo, certamente quella capace di tenere insieme personalità così definite, forti e spigolose. Ma gli spigoli invecchiando non si smussano, anzi. E dunque cosa tiene ancora unite queste tre donne che sembrano avere dimenticato le ragioni della loro amicizia? Di che sostanza è fatto il loro rapporto, ancora così tenace? Charlotte Wood racconta con empatia e umorismo le luci e le ombre della sorellanza, che con l'età matura c'entrano solo in parte, perchè, a ben guardare, ognuno diventa ciò che è.

IL WEEKEND - Charlotte Wood

 
Non stiamo tutti al mondo nello stesso modo PDF Stampa E-mail
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Come è finito Paul Hansen, nato a Tolosa nel 1955, figlio di un pastore protestante danese con la passione delle corse di cavalli e di una francese malata di cinema, in un carcere canadese? E come ha potuto, uomo mite e costituzionalmente gentile, amante del "lavoro ben fatto", convivere con l'Hell's Angel che gli è capitato come compagno di cella? Il libro percorre a ritroso la storia di questo Giobbe contemporaneo, che, a differenza del suo antico predecessore, ha con Dio un rapporto segnato da un perplesso  scetticismo. Ironica, acuta, spesso divertente, la voce narrante del protagonista ci conquista grazie alla sua umanità risolta e, al tempo stesso, inquieta. Vincitore del Premio Goncourt nel 2019.

NON SIAMO TUTTI AL MONDO NELLO STESSO MODO - Jean-Paul Dubois

 
La perlina sul fondo PDF Stampa E-mail
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Coloro che amo preferiscono apparire rozzi e buffoni piuttosto che manifestare i propri sentimenti. (...) A volte, sotto l'impulso di un momento o di una circostanza, si sono di colpo strappati la camicia e mi hanno mostrato il cuore, su cui ho visto incise con la punta di un diamante le questioni su cui meditano i filosofi. E' per questo che amo i luoghi pieni di gente, dove si tornisce la lingua madre, si creano nuove parole, si affinano i gerghi e si approfondiscono i miti. Esattamente di questa materia sono fatti i racconti di Hrabal: "discorsi della gente" raccolti nelle birrerie, in fabbrica, per la strada... "torniti nella lingua madre" e trasformati in parabole del quotidiano, perchè chiacchierando i pensieri sgorgano dalla bocca diretti verso la comprensione e il silenzio.

LA PERLINA SUL FONDO - Bohumil Hrabal

 
La casa sul lago PDF Stampa E-mail
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E' una casa sul lago a tenere unita, almeno nel ricordo del passato, una famiglia in realtà disgregata e sparpagliata per il Nord America. Quando i genitori decideranno di venderla, torneranno a galla ferite legate a un passato di segreti, di verità taciute, che continua a riverberarsi sul presente. Sta proprio in questi segreti il nucleo narrativo di un romanzo scritto magistralmente: Poissant riesce con pochissime parole, attraverso una scrittura sobria ed essenziale, a rappresentarci in modo fulmineo il mondo interno dei protagonisti e le relazioni che li legano. (...) Non racconterò quella storia. Nemmeno a Jake. Non ai suoi genitori. Non in una poesia o a una cena tra amici. Un miracolo perde il potere sul miracoloso ogni volta che viene narrato, trasformandosi da fatto a mito, da com'era a come viene ricordato...

LA CASA SUL LAGO - David James Poissant

 
Dei nostri fratelli feriti PDF Stampa E-mail
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Anno 1956, l'Algeria lotta per liberarsi dal giogo coloniale e conquistare l'indipendenza, mentre la Francia decide che i principi di libertà, uguaglianza e fraternità valgono sì, ma solo in Europa, e non per tutti. Fernand Iveton, operaio, comunista, sostenitore dell'indipendenza, progetta un attentato simbolico nella fabbrica dove lavora: l'ordigno non esploderà, mentre lui verrà arrestato, torturato e condannato a morte attraverso un processo farsa. Il libro vince nel 2016 il Premio Goncourt Opera Prima, rifiutato dall'autore con queste parole: La competizione, la concorrenza e la rivalità per me sono nozioni estranee alla scrittura e alla creazione. Esatto.

DEI NOSTRI FRATELLI FERITI - Joseph Andras

 
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